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Come usarlo. Inserire tutti i periodi di permanenza negli Stati Uniti, dalla nascita del genitore in poi, anche brevi e anche molto risalenti. I periodi sovrapposti vengono unificati automaticamente e il conteggio si arresta alla data di nascita del figlio. Includere anche i periodi trascorsi all’estero che la legge equipara alla presenza sul territorio: servizio militare, impiego pubblico statunitense e status di figlio convivente di chi prestava tale servizio.
Che cosa questo strumento non è
È un ausilio aritmetico, non un accertamento. Esegue il conteggio che il richiedente dovrebbe comunque fare a mano, con due semplificazioni delle quali conviene essere consapevoli.
- Gli anni sono convertiti in giorni secondo l’anno medio: cinque anni corrispondono a 1.826 giorni, due anni a 730, dieci anni a 3.652. Nei casi che si collocano a ridosso della soglia, uno scarto di pochi giorni può dipendere da questa conversione.
- Non valuta i presupposti diversi dal conteggio: che il genitore fosse cittadino alla data della nascita, che i genitori fossero coniugati, che il rapporto di filiazione sia dimostrabile. Un esito positivo qui non significa che la domanda sarà accolta.
Il risultato serve a orientare la decisione se presentare la domanda oppure passare direttamente alle alternative. Non sostituisce la valutazione del posto consolare né un parere professionale.
Che cosa significa il risultato
| Nascita del figlio | Giorni totali | Di cui dopo i 14 anni |
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| Dal 14 novembre 1986 | 1.826 (5 anni) | 730 (2 anni) |
| Prima del 14 novembre 1986 | 3.652 (10 anni) | 1.826 (5 anni) |
Entrambe le soglie devono essere raggiunte: superare il totale complessivo senza raggiungere il sotto-requisito successivo ai quattordici anni non è sufficiente. È l’errore su cui cade il maggior numero di domande.
Approfondimenti: la regola dei cinque anni · che cosa conta come presenza fisica · come documentarla
Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026