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Come usarlo. Inserire tutti i periodi di permanenza negli Stati Uniti, dalla nascita del genitore in poi, anche brevi e anche molto risalenti. I periodi sovrapposti vengono unificati automaticamente e il conteggio si arresta alla data di nascita del figlio. Includere anche i periodi trascorsi all’estero che la legge equipara alla presenza sul territorio: servizio militare, impiego pubblico statunitense e status di figlio convivente di chi prestava tale servizio.
Che cosa si conta, in parole
Il calcolatore somma i giorni e applica la soglia corretta, ma il criterio con cui si costruisce l’elenco dei periodi da inserire è il seguente. Vale per il regime ordinario, quello del genitore cittadino coniugato con un non cittadino.
- Si contano i periodi di presenza fisica negli Stati Uniti o in un loro possedimento, anteriori alla nascita del figlio. Non serve che siano continuativi: la legge parla di periodi che complessivamente raggiungano la soglia.
- Contano tutti gli anni, compresa l’infanzia. Non è richiesto che siano anni di lavoro, di studio o di residenza formalmente registrata.
- Contano gli anni anteriori alla naturalizzazione, per chi è diventato cittadino da adulto. La norma chiede presenza sul territorio, non presenza da cittadino.
- Almeno due anni devono cadere dopo il compimento dei quattordici. È un requisito autonomo: cinque anni tutti anteriori ai quattordici non soddisfano la norma.
- Si aggiungono alcuni periodi trascorsi all’estero che la legge equipara espressamente alla presenza sul territorio: servizio onorevole nelle forze armate americane, impiego alle dipendenze del governo federale o di un’organizzazione internazionale, e la permanenza all’estero come figlio non coniugato a carico e convivente di chi si trovi in una di quelle posizioni. I periodi equiparati →
La soglia dipende dalla data di nascita del figlio
Per i figli nati prima del 14 novembre 1986 la soglia non è di cinque anni con due dopo i quattordici, ma di dieci anni con cinque dopo i quattordici. La tabella storica →
E soprattutto: soddisfare il requisito e riuscire a provarlo sono due problemi distinti. Il conto serve a sapere se ha senso procedere; la pratica si vince con i documenti che lo dimostrano. Come documentarlo →
Che cosa questo strumento non è
È un ausilio aritmetico, non un accertamento. Esegue il conteggio che il richiedente dovrebbe comunque fare a mano, con due semplificazioni delle quali conviene essere consapevoli.
- Gli anni sono convertiti in giorni secondo l’anno medio: cinque anni corrispondono a 1.826 giorni, due anni a 730, dieci anni a 3.652. Nei casi che si collocano a ridosso della soglia, uno scarto di pochi giorni può dipendere da questa conversione.
- Non valuta i presupposti diversi dal conteggio: che il genitore fosse cittadino alla data della nascita, che i genitori fossero coniugati, che il rapporto di filiazione sia dimostrabile. Un esito positivo qui non significa che la domanda sarà accolta.
Il risultato serve a orientare la decisione se presentare la domanda oppure passare direttamente alle alternative. Non sostituisce la valutazione del posto consolare né un parere professionale.
Che cosa significa il risultato
| Nascita del figlio | Giorni totali | Di cui dopo i 14 anni |
|---|---|---|
| Dal 14 novembre 1986 | 1.826 (5 anni) | 730 (2 anni) |
| Prima del 14 novembre 1986 | 3.652 (10 anni) | 1.826 (5 anni) |
Entrambe le soglie devono essere raggiunte: superare il totale complessivo senza raggiungere il sotto-requisito successivo ai quattordici anni non è sufficiente. È l’errore su cui cade il maggior numero di domande.
Approfondimenti: la regola dei cinque anni · che cosa conta come presenza fisica · come documentarla
Il calcolo dei cinque anni richiesti dalla sezione 322, che segue regole diverse: come si calcolano (n600k.com).
Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2026