Chi ne ha diritto · Casi particolari

Maternità surrogata
e CRBA

La gestazione per altri aggiunge una complicazione precisa: la donna che partorisce non è la madre intenzionale, e occorre stabilire chi siano i genitori legali del bambino secondo l’ordinamento del luogo della nascita prima ancora di affrontare la questione della cittadinanza.

Due questioni, in sequenza

Le pratiche di surrogazione si risolvono quasi sempre nell’ordine con cui si affrontano due domande distinte. Invertirlo genera confusione.

  1. Chi sono i genitori legali del bambino? È una questione che si risolve secondo l’ordinamento del luogo in cui il bambino è nato: provvedimenti giudiziari, atti di nascita, contratti di gestazione. La legge americana sulla cittadinanza prende atto di questo esito, non lo determina.
  2. Quel genitore trasmette la cittadinanza? Solo a questo punto entrano in gioco il legame genetico o gestazionale, il matrimonio fra i genitori e il requisito di presenza fisica.

Come si applica alla surrogazione

Vale il criterio generale illustrato nella pagina sulla procreazione assistita: per i genitori coniugati fra loro, il bambino è cittadino americano dalla nascita se ha un legame genetico o gestazionale con almeno uno dei due, purché entrambi siano riconosciuti genitori legali e il genitore americano soddisfi la propria presenza fisica.

Nella surrogazione gestazionale il bambino è concepito con i gameti dei genitori intenzionali, o di uno di essi, e portato in grembo dalla gestante. Il legame genetico con almeno uno dei due genitori intenzionali è quindi normalmente presente, ed è questo a fondare la trasmissione.

Il caso che resta problematico

Nessun legame biologico con alcuno dei due genitori

Se il bambino è concepito con gameti interamente di donatori e portato da una gestante, non ha legame genetico né gestazionale con nessuno dei due genitori intenzionali. In quel caso la condizione «legame con almeno uno dei genitori» non ricorre, e la via della trasmissione alla nascita non è percorribile a prescindere dal riconoscimento legale ottenuto all’estero.

Restano allora le strade descritte nella pagina su alternative quando la trasmissione non opera, con le rispettive scadenze.

Che cosa preparare

Trattandosi di pratiche non ordinarie, i tempi si allungano e le richieste istruttorie sono più frequenti. Costruire il fascicolo prima dell’appuntamento, e non in risposta a una richiesta successiva, riduce sensibilmente la durata complessiva.

Il profilo di diritto italiano

Questa guida tratta esclusivamente il diritto federale statunitense della cittadinanza e la prassi consolare. Va però segnalato, senza entrare nel merito, che in Italia il ricorso alla maternità surrogata è vietato e che la disciplina sanzionatoria italiana è stata oggetto di interventi legislativi anche in relazione a condotte poste in essere all’estero.

Le conseguenze di diritto italiano — penali, di stato civile e di trascrizione dell’atto di nascita — esulano dall’oggetto di questo sito e vanno valutate con un legale italiano prima di intraprendere qualunque percorso. Il fatto che il bambino risulti cittadino statunitense secondo il diritto americano non risolve, e non pretende di risolvere, alcuna questione di diritto italiano.

Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026