Due questioni, in sequenza
Le pratiche di surrogazione si risolvono quasi sempre nell’ordine con cui si affrontano due domande distinte. Invertirlo genera confusione.
- Chi sono i genitori legali del bambino? È una questione che si risolve secondo l’ordinamento del luogo in cui il bambino è nato: provvedimenti giudiziari, atti di nascita, contratti di gestazione. La legge americana sulla cittadinanza prende atto di questo esito, non lo determina.
- Quel genitore trasmette la cittadinanza? Solo a questo punto entrano in gioco il legame genetico o gestazionale, il matrimonio fra i genitori e il requisito di presenza fisica.
Come si applica alla surrogazione
Vale il criterio generale illustrato nella pagina sulla procreazione assistita: per i genitori coniugati fra loro, il bambino è cittadino americano dalla nascita se ha un legame genetico o gestazionale con almeno uno dei due, purché entrambi siano riconosciuti genitori legali e il genitore americano soddisfi la propria presenza fisica.
Nella surrogazione gestazionale il bambino è concepito con i gameti dei genitori intenzionali, o di uno di essi, e portato in grembo dalla gestante. Il legame genetico con almeno uno dei due genitori intenzionali è quindi normalmente presente, ed è questo a fondare la trasmissione.
Nessun legame biologico con alcuno dei due genitori
Se il bambino è concepito con gameti interamente di donatori e portato da una gestante, non ha legame genetico né gestazionale con nessuno dei due genitori intenzionali. In quel caso la condizione «legame con almeno uno dei genitori» non ricorre, e la via della trasmissione alla nascita non è percorribile a prescindere dal riconoscimento legale ottenuto all’estero.
Restano allora le strade descritte nella pagina su alternative quando la trasmissione non opera, con le rispettive scadenze.
Che cosa preparare
- Documentazione clinica del centro che ha eseguito il trattamento: origine dei gameti, procedura, impianto.
- Prova del legame genetico con il genitore o i genitori intenzionali; il consolato può richiedere un test del DNA.
- Provvedimenti sulla genitorialità emessi nell’ordinamento di nascita, e atto di nascita locale.
- Documentazione relativa alla gestante, secondo quanto richiesto dalla sede.
- Prova del matrimonio dei genitori intenzionali alla data della nascita.
- Fascicolo sulla presenza fisica del genitore americano.
Trattandosi di pratiche non ordinarie, i tempi si allungano e le richieste istruttorie sono più frequenti. Costruire il fascicolo prima dell’appuntamento, e non in risposta a una richiesta successiva, riduce sensibilmente la durata complessiva.
Il profilo di diritto italiano
Questa guida tratta esclusivamente il diritto federale statunitense della cittadinanza e la prassi consolare. Va però segnalato, senza entrare nel merito, che in Italia il ricorso alla maternità surrogata è vietato e che la disciplina sanzionatoria italiana è stata oggetto di interventi legislativi anche in relazione a condotte poste in essere all’estero.
Le conseguenze di diritto italiano — penali, di stato civile e di trascrizione dell’atto di nascita — esulano dall’oggetto di questo sito e vanno valutate con un legale italiano prima di intraprendere qualunque percorso. Il fatto che il bambino risulti cittadino statunitense secondo il diritto americano non risolve, e non pretende di risolvere, alcuna questione di diritto italiano.
Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026