Riferimento

Domande frequenti

Le domande che ricorrono più spesso, con risposte brevi e il rinvio all’approfondimento. Dove una risposta breve sarebbe fuorviante, la risposta lo dice.

Il CRBA dà la cittadinanza americana a mio figlio?

No. Il CRBA non attribuisce la cittadinanza: accerta che il bambino l’abbia già acquisita alla nascita per effetto della legge. Se i requisiti ricorrevano al momento del parto il bambino è cittadino da quel momento; se non ricorrevano, nessun documento può crearli a posteriori.

Entro quando devo richiederlo?

Prima che il bambino compia diciotto anni. Dopo, la cittadinanza eventualmente acquisita alla nascita non si perde, ma va documentata con strumenti diversi: la domanda di certificato di cittadinanza a USCIS o quella di primo passaporto da adulto.

Quanto costa?

Il CRBA costa 100 dollari. Il primo passaporto per un minore di sedici anni ne costa 135, cioè 100 di diritto più 35 di execution fee. Il numero di previdenza sociale è gratuito. Le tariffe vengono aggiornate periodicamente e vanno verificate prima di pagare.

Mio figlio perde la cittadinanza italiana?

No. I due ordinamenti sono indipendenti e nessuno dei due impone di scegliere. Richiedere il CRBA non produce alcun effetto sulla posizione italiana del bambino.

Quale consolato è competente?

Dipende dalla regione di residenza. Roma copre Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo e Sardegna; Milano il Nord-Ovest e il Nord-Est più le sole province di Piacenza e Parma; Firenze la Toscana, il resto dell’Emilia-Romagna e San Marino; Napoli il Mezzogiorno continentale e la Sicilia. Non è possibile scegliere la sede.

Che cosa significa esattamente presenza fisica?

I giorni effettivamente trascorsi sul territorio statunitense, sommati fra loro, senza necessità di continuità. Non richiede status regolare né residenza formale, e contano anche i periodi anteriori all’acquisto della cittadinanza da parte del genitore, oltre all’infanzia.

Mio marito non ha i cinque anni. C’è qualcosa da fare?

Prima di tutto rifare il conto, perché la sottostima è sistematica: si dimenticano l’infanzia e soprattutto i periodi trascorsi all’estero in servizio militare o impiego pubblico statunitense, che la legge equipara alla presenza sul territorio. Se il requisito manca davvero, la via principale è la naturalizzazione del minore fondata sulla presenza fisica di un nonno cittadino, che però deve concludersi prima dei diciotto anni.

Serve la traduzione dell’atto di nascita?

Dipende dalla forma richiesta al comune. L’estratto su modello internazionale plurilingue è già multilingue e di norma non richiede traduzione; un estratto in solo italiano va invece accompagnato da traduzione secondo le indicazioni della sede.

Serve l’apostille?

Di regola no per un atto italiano prodotto davanti a un consolato statunitense situato in Italia. Può invece servire per l’uso successivo del documento negli Stati Uniti: chi prevede di trasferirsi può valutare di richiederla finché si trova in Italia.

Devono presentarsi entrambi i genitori?

Di regola sì, insieme al bambino. Quando uno dei due è impossibilitato esistono soluzioni, fra cui la dichiarazione di consenso del genitore assente, ma vanno concordate in anticipo con la sede e non improvvisate allo sportello.

Il bambino deve essere presente?

Sì, anche se neonato. Non esistono di regola procedure che consentano di ottenere CRBA e primo passaporto senza che il minore si presenti in sede.

La domanda è stata respinta. È finita?

Dipende dal motivo. Se il diniego dipende da una prova insufficiente, la via è integrare la documentazione e chiedere il riesame. Se invece il requisito mancava davvero, nessuna integrazione lo crea e occorre passare alle vie alternative, alcune delle quali hanno una scadenza legata ai diciotto anni del bambino.

Mio figlio nato da fecondazione assistita ha diritto al CRBA?

Per le coppie coniugate è sufficiente che il bambino abbia un legame genetico o gestazionale con almeno uno dei due genitori: non necessariamente con quello americano. Il genitore privo di legame biologico trasmette se era coniugato con chi quel legame ha e se entrambi sono riconosciuti genitori legali.

Mio figlio dovrà pagare le tasse negli Stati Uniti?

Gli Stati Uniti fondano gli obblighi dichiarativi sulla cittadinanza e non sulla residenza, quindi l’obbligo esiste al superamento delle soglie previste. Dichiarare però non significa pagare: esclusioni, crediti d’imposta e la convenzione contro le doppie imposizioni azzerano nella generalità dei casi l’imposta dovuta. È materia specialistica, da affrontare con un consulente.

Non trovate la vostra domanda? L’indice generale elenca tutte le pagine, e il glossario raccoglie i termini ricorrenti.

Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026