Chi ne ha diritto · Il calcolo

Che cosa conta come
presenza fisica

Il requisito si misura in giorni effettivamente trascorsi sul territorio statunitense. Non è la residenza, non è il domicilio, non è la cittadinanza: è un dato materiale. Ma la legge conta anche alcuni periodi trascorsi fuori dagli Stati Uniti, ed è lì che si recuperano gli anni mancanti.

Giorni, non status

La presenza fisica è la permanenza materiale sul territorio degli Stati Uniti. Si conta a giorni e si somma. Non richiede né una residenza formalmente stabilita, né un domicilio, né l’iscrizione ad alcun registro.

Un punto che sorprende molti: la regolarità del soggiorno è irrilevante. La norma parla di presenza fisica e basta. Anche i periodi trascorsi negli Stati Uniti prima che il genitore acquisisse la cittadinanza — per esempio da studente, da lavoratore temporaneo o da residente permanente — concorrono al conteggio, perché la legge richiede che a essere presente sia stata la persona che alla data della nascita è cittadina, non che lo fosse già durante quei soggiorni.

Conseguenza pratica

Il conteggio parte dalla nascita del genitore

Non dal giorno della naturalizzazione, né dal giorno in cui ha ottenuto la green card. Chi ricostruisce la propria storia partendo dalla naturalizzazione si trova quasi sempre sotto la soglia per un semplice errore di impostazione.

Dove si deve essere stati

La definizione legale di «Stati Uniti» ai fini della cittadinanza è più ampia dei cinquanta Stati. Comprende, oltre al territorio continentale, Alaska e Hawaii, anche Porto Rico, Guam, le Isole Vergini americane e il Commonwealth delle Isole Marianne Settentrionali. Il tempo trascorso in questi territori vale esattamente come quello trascorso a New York.

Distinti sono invece gli outlying possessions, categoria che la legge limita a Samoa Americane e Swains Island. Anche questi periodi contano ai fini del requisito, ma in forza di una previsione separata.

Non contano, viceversa, i soggiorni in basi militari statunitensi all’estero considerate in quanto tali: quel tempo può rilevare, ma per la ragione diversa spiegata qui sotto, cioè il servizio prestato, non il luogo.

Periodi all’estero che contano comunque

È la parte della norma che salva più pratiche, ed è anche la meno conosciuta. La legge consente di computare, come se fossero presenza fisica negli Stati Uniti, alcuni periodi trascorsi all’estero.

L’ultima ipotesi merita attenzione particolare. Il figlio minorenne di un militare o di un funzionario statunitense di stanza all’estero accumula presenza fisica computabile mentre vive fuori dagli Stati Uniti, purché non coniugato e parte del nucleo familiare. Molti figli di militari cresciuti fra basi in Germania, Giappone o Italia scoprono in questo modo di soddisfare un requisito che credevano irraggiungibile.

Da verificare sempre

Prima di concludere che manca il requisito

Ripercorrere la storia familiare cercando specificamente questi quattro casi. Un padre impiegato civile presso una base, una madre funzionaria di un’agenzia federale, un nonno militare con la famiglia al seguito: sono situazioni comuni nelle famiglie italo-americane e cambiano il conteggio di anni interi.

Come si conta in concreto

  1. Si sommano i giorni, non gli anni solari. Cinque anni corrispondono a 1.826 giorni; due anni a 730. Conviene ragionare in giorni per evitare arrotondamenti ottimistici.
  2. Non serve continuità. Dieci soggiorni da sei mesi valgono quanto un soggiorno unico da cinque anni.
  3. Il giorno di arrivo e quello di partenza vengono nella prassi computati entrambi come giorni di presenza.
  4. Il conteggio si arresta alla nascita del figlio. Per un figlio successivo si ricomincia da capo, con il totale aggiornato a quella data: non è raro che il primo figlio non abbia acquisito la cittadinanza e il secondo sì.
  5. Il sotto-requisito dei due anni dopo i quattordici si verifica separatamente, isolando i soli periodi successivi al quattordicesimo compleanno.

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Riferimenti
  • INA § 301(g), 8 U.S.C. § 1401(g), inclusa la clausola sui periodi di servizio e impiego all’estero.
  • INA § 101(a)(38) (definizione di «Stati Uniti») e § 101(a)(29) (definizione di outlying possessions).

Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026