Rifare il conto per bene
Prima di rassegnarsi conviene rifare il calcolo con metodo, perché la sottostima è sistematica. Le voci dimenticate con maggiore frequenza sono sempre le stesse.
- L’infanzia. Chi ha vissuto negli Stati Uniti da bambino e poi si è trasferito spesso conta solo dai diciotto anni in avanti. Sbagliato: contano tutti i giorni dalla nascita.
- I periodi antecedenti alla naturalizzazione. Gli anni da studente, da lavoratore temporaneo o da residente permanente contano come presenza fisica.
- I soggiorni brevi ma ripetuti. Dieci estati da due mesi presso i nonni valgono oltre un anno e mezzo.
- Il servizio militare e l’impiego pubblico all’estero, e lo status di figlio non coniugato convivente di chi prestava tale servizio: la legge li equipara alla presenza sul territorio.
- Porto Rico, Guam, Isole Vergini e Marianne Settentrionali, che rientrano nella definizione legale di Stati Uniti.
La presenza fisica del nonno
È l’alternativa più importante e la meno conosciuta. L’ordinamento statunitense prevede una procedura di naturalizzazione agevolata del minore in cui il requisito di presenza fisica può essere soddisfatto non dal genitore, ma da un nonno cittadino americano.
È esattamente la situazione delle famiglie italo-americane di terza generazione: il nonno emigrato e vissuto negli Stati Uniti, il genitore cittadino americano ma cresciuto in Italia e quindi privo di presenza fisica sufficiente, il nipote nato in Italia che di conseguenza non acquisisce nulla alla nascita.
La procedura si svolge davanti a USCIS e non davanti al consolato. Presenta tre caratteristiche che la distinguono nettamente dal CRBA e che vanno comprese prima di intraprenderla.
- Non è un accertamento ma una vera naturalizzazione. Il bambino non risulterà cittadino dalla nascita: lo diventa alla conclusione del procedimento.
- Richiede un ingresso fisico negli Stati Uniti del minore, con permanenza legale, per il completamento della pratica e il giuramento.
- Deve concludersi prima dei diciotto anni. È una scadenza rigida: superata quella data la via si chiude definitivamente.
La scadenza governa tutto
Poiché il procedimento richiede tempi di lavorazione, un viaggio e un appuntamento, avviarlo a diciassette anni e mezzo è quasi sempre troppo tardi. Le famiglie in questa situazione dovrebbero contare all’indietro dai diciotto anni del bambino, non in avanti dalla data odierna.
I requisiti in dettaglio: il nonno americano e il nipote → · la procedura e il modulo N-600K
Sul confronto fra le due strade: CRBA o N-600K, quale percorso scegliere (n600k.it).
Se anche il nonno non basta
Petizione familiare per il figlio
Quando il bambino non è e non può diventare cittadino per le vie precedenti, resta la via dell’immigrazione ordinaria: il genitore cittadino presenta una petizione familiare, il figlio ottiene lo status di residente permanente e, se entra negli Stati Uniti da minorenne e convive con il genitore cittadino, può acquisire la cittadinanza automaticamente per effetto della normativa sull’acquisto derivato.
È una strada più lunga e comporta il trasferimento negli Stati Uniti, ma non ha il carattere di scadenza secca della procedura precedente.
Nascita negli Stati Uniti di un figlio successivo
Un figlio nato sul territorio statunitense è cittadino per ius soli, a prescindere da qualunque requisito dei genitori. È una considerazione che riguarda la pianificazione familiare più che la pratica in corso, ma capita che sia rilevante.
Verificare la posizione di ciascun figlio separatamente
Poiché il conteggio si chiude alla data di nascita di ciascun figlio, e poiché il genitore continua ad accumulare presenza fisica nel tempo, è del tutto possibile che un figlio maggiore non abbia acquisito la cittadinanza e uno minore sì. Ogni figlio va valutato con il totale maturato alla sua data di nascita.
Ciò che non funziona
Alcune convinzioni diffuse portano le famiglie a perdere tempo prezioso, e vale la pena dirlo con chiarezza.
- Trasferirsi negli Stati Uniti dopo la nascita non sana nulla per quel figlio. Il conteggio si è chiuso il giorno del parto.
- Non esiste alcuna deroga per meriti, radici familiari o motivi umanitari rispetto al requisito di presenza fisica: è fissato dalla legge e il consolato non ha potere di derogarvi.
- Presentare comunque la domanda sperando in un esito favorevole non è una strategia. Produce un diniego formale che resta agli atti e non apre alcuna via ulteriore.
- Aspettare che il bambino cresca peggiora la posizione, perché la via fondata sulla presenza fisica del nonno si chiude ai diciotto anni.
Vedi anche: i motivi di diniego più frequenti e cosa fare dopo un diniego.
Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026