Perché il CRBA non si applica
La trasmissione della cittadinanza alla nascita presuppone che, nel momento del parto, esistesse un rapporto di filiazione con una persona che era allora cittadina statunitense. È una fotografia scattata alla nascita.
L’adozione costituisce il rapporto di filiazione in un momento successivo. Per quanto pieno ed equiparato a ogni altro effetto, non retroagisce fino a rendere il minore cittadino dalla nascita. Manca dunque il presupposto stesso del CRBA, che non concede la cittadinanza ma si limita ad accertarla.
Non è un diniego, è uno strumento sbagliato
Presentare una domanda di CRBA per un figlio adottato non produce un esito sfavorevole da impugnare: produce la constatazione che quello non è lo strumento previsto. Le vie corrette sono altre e vanno intraprese direttamente.
Il CRBA documenta un acquisto alla nascita
Non è una preclusione arbitraria né un difetto di considerazione per la famiglia adottiva: discende dalla struttura della norma. Le disposizioni sulla trasmissione riguardano chi nasce da un genitore cittadino americano, e collocano l’acquisto nel momento della nascita. L’adozione interviene dopo, e non può retroagire fino a quel momento.
Che l’ordinamento tratti gli adottati altrove, e non in quelle norme, si vede dal testo stesso: le due disposizioni che disciplinano l’acquisto successivo alla nascita — quella sull’acquisto automatico per il minore residente negli Stati Uniti e quella sulla naturalizzazione del minore residente all’estero — contengono ciascuna un comma dedicato ai figli adottivi, che le rende loro applicabili quando ricorrano i requisiti che la legge sull’immigrazione detta in materia di adozione. Nelle norme sulla trasmissione alla nascita quel comma non c’è, perché non avrebbe senso.
Le due vie effettivamente aperte
- Se il bambino vive negli Stati Uniti come residente permanente, nella custodia legale e materiale del genitore cittadino, e ha meno di diciotto anni, l’acquisto della cittadinanza è automatico: non si domanda, si documenta. Il certificato di cittadinanza →
- Se il bambino vive all’estero, la via è la naturalizzazione del minore residente all’estero, che richiede fra l’altro la presenza temporanea del minore negli Stati Uniti in forza di un’ammissione regolare. Il modulo N-600K →
In entrambi i casi i requisiti dell’adozione previsti dalla legge sull’immigrazione vanno soddisfatti e documentati: sono autonomi rispetto alla validità dell’adozione secondo l’ordinamento italiano, e la seconda non implica i primi.
Come si procede
Adozione internazionale e ingresso negli Stati Uniti
Il percorso ordinario passa dalle procedure di adozione internazionale e dal rilascio di un visto di immigrazione per il minore adottato. La disciplina distingue a seconda che l’adozione sia stata perfezionata all’estero o debba completarsi negli Stati Uniti, e a seconda che il paese di origine aderisca o meno alla Convenzione dell’Aja.
Acquisto derivato della cittadinanza
Una volta che il minore è entrato negli Stati Uniti come residente permanente e vive nella custodia legale e materiale del genitore cittadino, la normativa sull’acquisto derivato può attribuirgli la cittadinanza automaticamente, senza necessità di una domanda di naturalizzazione. Il documento che lo certifica è il certificato di cittadinanza rilasciato da USCIS.
La via della sezione 322
La procedura di naturalizzazione del minore residente all’estero si applica anche ai figli adottati che soddisfino i requisiti previsti per i minori adottati. Il modulo N-600K → · Il minore adottato e la sezione 322 →
Adozione di un figlio già cittadino
Va tenuta distinta un’ipotesi che genera confusione: il minore che era già cittadino americano alla nascita — perché figlio biologico di un genitore cittadino con i requisiti — e che viene successivamente adottato da altri.
In quel caso la cittadinanza acquisita alla nascita non si perde per effetto dell’adozione: era già acquisita e resta. Il CRBA resta lo strumento corretto, sempre che il minore non abbia compiuto diciotto anni, e la pratica va impostata sul legame di filiazione originario.
La domanda da porsi
Il minore era già cittadino nel momento in cui è nato? Se sì, il CRBA è lo strumento giusto, a prescindere da ciò che è accaduto dopo. Se no, e la cittadinanza dipende da un rapporto costituito successivamente, la via è un’altra.
Vedi anche: che cos’è il CRBA · le vie alternative
Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2026